ristorante locanda del parco Guiglia Modena
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Dove siamo

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Locanda del Parco è a Pieve di Trebbio, frazione di Guiglia, nel cuore del parco regionale dei sassi di Rocca Malatina, in via Fondovalle 3892, la strada che collega Pieve di Trebbio, con Marano sul Panaro.

Da Marano sul Panaro procedi in direzione sudovest sulla SP4/Via Vignolese verso Via Primo Maggio Continua a seguire la SP4 per 6,4 km e dopo la località Casona svolta a sinistra sul ponte traversando il Panaro e imbocca la via Fondovalle.
Prosegui poi sulla via per 3,8 Kilometri e arriverai alla Locanda del Parco

Localizzazione Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina


Guglie simili a meteore nel cuore dell'Appennino

 

Il Parco Regionale Sassi di Roccamalatina è un'area protetta situata sull'Appennino modenese immediatamente prossimo alla pianura, sul versante sinistro della valle del fiume Panaro. È caratterizzato dalla presenza di tre spettacolari picchi rocciosi definiti storicamente "sassi", sede di nidificazione del falco pellegrino.
L'estensione dell'area protetta è di 1089 ha, di cui 143 di proprietà pubblica (Demanio, comuni di Guiglia e Marano sul Panaro, consorzio del parco) ed il resto di proprietà privata.
Il territorio della riserva presenta il tipico aspetto a calanchi argillosi dei preappennini alternate a lievi colline ricoperte di pascoli, fitti castagneti, vite e frutteti. In netto contrasto con il paesaggio generale, si elevano nel cuore del parco tre guglie in arenaria, derivati da stratificazioni più resistenti all'erosione originatesi nell'oligocene. Per la loro ripida elevazione sul paesaggio, le guglie furono utilizzate come elementi di un sistema di fortificazione attorno alla zona di Pieve di Trebbio, dove si hanno testimonianze di insediamenti risalenti all'epoca etrusca.
La quota altimetrica spazia da 169 a 621 metri sul livello del mare.
Il territorio è disseminato di borghi rurali e resti di antiche fortificazioni medioevali.
La sede del parco, situata nella frazione Roccamalatina, ospita un "centro di educazione ambientale" ed uno sportello informativo. Due centri visita si trovano nelle località Rocca di Sotto e Samone. Dal centro di Rocca di Sotto, adiacente alla guglia anticamente chiamata con lo stesso nome ora "Sasso della Croce", è possibile percorrere un ripido sentiero che conduce alla sommità della roccia, a quota 567 m. slm. Altri sentieri della riserva offrono possibilità di trekking ed escursioni a cavalloe mountain bike.

Le pareti verticali dei "sassi" sono sede di nidificazione di pregevoli rapaci quali il falco pellegrino ed il gheppio oltre a specie più comuni quali la poiana, lo sparviero e il lodolaio, quest'ultimo più raro. Altri volatili presenti sono il picchio muraiolo (solo in inverno) e la taccola, un corvide e varie altre specie appenniniche. A terra sono presenti piccoli roditori come lo scoiattolo, il ghiro, il moscardino, e mammiferi predatori quali la volpe, il tasso, la donnola e la faina.
La flora è fortemente influenzata dall'attività antropica, che ha occupato gran parte del territorio con coltivazioni viticole e alberi da frutto. Il castagno, in passato coltivato, in alcuni tratti si è esteso fino ad unirsi con il bosco spontaneo costituito da carpino, cerro, roverella e acero. Nelle zone boschive maggiormente esposte a sud e quindi ad un microclima caldo-secco, il bosco è prevalentemente costituito da roverella, acero campestre, orniello, carpino nero e sorbo domestico, con un sottobosco arbustivo di ginepro, biancospino e sanguinello.

I "sassi" costituiscono un ambiente particolare, con notevoli differenze climatiche tra zone con differente esposizione. Sulle brulle pareti sono insediati arbusti (ginestra, ginepro, elicriso ed erica arborea) ed alcuni alberi aggrappati alla roccia (roverelle, ornielli, castagni). Dove è presente un minimo strato di terra sono presenti graminacee, assenzio, timo, saponaria, garofanino selvatico ed alcune specie di orchidee.
Nel Parco la ricca varietà di ambienti naturali fa da cornice alla austera Pieve di Trebbio e ai numerosi piccoli Borghi di origine medioevale risalenti all'epoca dei Malatigni, famiglia nobile dell'epoca.

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